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Cassibile
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Il mwhgborgo ha avuto, nel corso del tempo, una continua espansione, fino a raggiungere circa mwhw5 800 abitanti.
La località è nota anche per la firma dell'mwiqarmistizio di Cassibile, reso noto l'8 settembre 1943 ma siglato cinque giorni prima tra i generali Castellano e Bedell Smith.
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Scuole
• Musei
• Cucina
• Musica
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
La geografia fisica di Cassibile è determinata dalla sua vicinanza con mwmgCava Grande del Cassibile. Essa infatti, dichiarata riserva naturale protetta, conferisce a Cassibile una parte montuosa composta da mwmwcanyon e una parte fluviale composta dal lungo fiume che attraversa il canyon, ovvero il mwnafiume Cassibile, il quale segna altresì il confine naturale tra i territori di Siracusa e di mwnqAvola.
Questo fiume, per 10mwnw km del suo percorso, forma dei mwoalaghetti dai colori diversi che vanno dal verde scuro al verde smeraldo e sono conosciuti come "I Laghetti di Cava Grande" o in alternativa come "Laghetti di Avola". Il percorso del fiume continua fino a sfociare a mare, precisamente nella località costiera conosciuta come "mwoqLa Marchesa di Cassibile".
Il restante territorio appartiene alla mwowpianura siracusana.
La costa è sabbiosa e frastagliata, così come lo è quella del restante litorale meridionale di Siracusa.
Origini del nome
Il nome dell'insediamento, così come quello del fiume, è attestato in antichità come mwpwYhassibiliscite-ref-2[2]. Esso deriva da *mwraGacyparis, ovvero dal mwrqgreco Κακύπαρις ποταμός mwrgKakýparis potamóscite-ref-3[3]; si tratta di un nome dall'origine e dal significato incerto, da accostare al sostrato e del quale non si può escludere un passaggio attraverso l'mwswarabo (specie per -mwtap- > -mwtqb-). mwtgGiovanni Alessio lo confronta con Κυπάρα mwtwKypára, ‘fonte’cite-ref-4[4].
Storia
Dalle origini all'epoca moderna
La storia di Cassibile ha inizio in tempi antichi, nelle sue vicinanze è stata rinvenuta una grande necropoli contenente mwww2 000 tombe risalenti al mwxaIX e mwxqVIII secolo a.C., il periodo dei mwxgSiculi e dei mwxwSicani. Tale necropoli, denominata mwyaNecropoli di Cassibile, è considerata tra le più importanti di Sicilia, seconda solamente a mwyqPantalicacite-ref-5[5]cite-ref-6[6].
Nel mwaw413 a.C., nel contesto della mwbaSpedizione ateniese in Sicilia, il generale mwbqDemostene con i suoi mwbg6 000 soldati ateniesi si arrese alla città di mwbwSyrakousai nei pressi di Cassibile, vicino alla foce del mwcafiume omonimo (località di mwcqCava Grande del Cassibile)cite-ref-7[7].
Del mwdwfeudo cassibilese si ha già notizia dalla fine del mweaXIV secolo d.C. quando la baronia locale era di pertinenza di Guglielmo Raimondo Moncada, conte di mweqAugusta. La baronia poi passò di mano in mano: agli Arici, Lanza, Specialicite-ref-pol-8-0[8].
Nel mwha1797 mwhqFerdinando I di Borbone concede il territorio di Cassibile – il quale comprendeva le località di Mortillaro, Contessa, Cugno di Cassero, Stallaini, Gallina – a Silvestro Loffredo di Messina, che ne divenne marchese. Loffredo ne condusse i lavori stradali per valicare agevolmente i colli e i valloni che intersecavano la tenuta. Nel mwhg1850 iniziò la costruzione dell'antica mwhwborgata mwiarurale, allora chiamata Longarinicite-ref-9[9], che fu completata dal figlio Gaetano I e nel mwjq1870 inaugurò una chiesa dedicata alla Sacra Famigliacite-ref-pol-8-1[8].
I primi abitanti di Cassibile giunsero da località montane e pedemontane come mwkwMonterosso Almo, mwlaCanicattini Bagni e mwlqPalazzolo Acreide, ed erano contadini dediti alla mwlgpastorizia giunti fin lì accogliendo l'offerta del marchese, il quale aveva dato loro un'abitazione e un pascolo per il bestiame. Suo figlio Gaetano I fece costruire 99 case, e non di più, per evitare di pagare i tributi.
Il borgo ospitò in seguito la sua prima caserma dei mwmaCarabinieri a cavallo e un'mwmqosteria dove chi veniva di passaggio a Cassibile poteva trovare riposo e ristorocite-ref-pol-8-2[8].
Cassibile passò poi a Gaetano II e da lui a sua nipote, Maria Emanuela Pulejo che alla fine della prima guerra mondiale sposò l’ufficiale russo-polacco di nobiltà slava Giorgio Gutkowski, incontrato in uno dei suoi viaggi in Russia. Così il marchesato di Cassibile continuò la sua storia sotto la famiglia Gutkowsky, stirpe originaria del Ducato di Mazovia, tra gli altri, con Silvestro Gutkowski Pulejo Loffredo. Nel mwnw1930 sorse un insieme di case al centro, costruite dai cassibilesi desiderosi di avere più spazio, i quali per ottenerlo acquistarono degli appezzamenti di terreno a nord della vecchia mwoaborgata, facendo così nascere il primo centro urbano di Cassibile. Qui vi venne edificata la Chiesa di San Giuseppe.
L'economia cassibilese a quei tempi era fornita principalmente dai proprietari terrieri, i quali davano ai cassibilesi dei terreni da lavorare. Inoltre un'altra fonte di lavoro era data dall'estrazione della pietra ricavata dalle vicine cave.
Seconda guerra mondiale: lo sbarco da Ognina a Cassibile
Durante il mwqgsecondo conflitto bellico mondiale la località di Cassibile e tutte le zone che la circondavano - dal centro di Siracusa a est fino ad Avola a ovest - divennero il fulcro degli sbarchi Alleati messi in atto dall'mwqwVIII Armata britannica.
I primi a sbarcare sul suolo siracusano furono gli mwrqscozzesi del 2º battaglione dei Royal Scots Fusiliers e del 6º battaglione del Seaforth Highlanders: entrambi della 17ª brigata, appartenente alla 5ª divisione fanteria britannica del maggiore-generale Horatio Berney-Ficklin; XIII Corpscite-ref-frederick-11-0[11]cite-ref-12[12].
Le loro navi, che calarono i mezzi da sbarco ponendovi dentro i soldati ancora afflitti dal mal di mare,cite-ref-frederick-11-1[11] approdarono intorno alle 2:25 di notte (9/10 luglio), ma a causa del vento lo fecero sulla spiaggia sbagliata: erano finiti vicino alla foce del fiume Cassibile, presso Punta del Cane; situata all'inizio della spiaggia da essi denominata mwvgHow Beach, che si trovava qualche chilometro più a sud dell'adiacente baia sabbiosa nella quale erano invece attesi: alla mwvwGeorge Beach, ovvero a mwwaFontane Bianche.
Gli scozzesi ripulirono la spiaggia dalle mine e si incamminarono verso il borgo di Cassibile (il loro obiettivo principale era prenderlo e raggiungere Siracusa, dove gli aliantisti li attendevano).cite-ref-frederick-11-2[11]
Insieme ai mw0gcommando sbarcò alla foce del fiume Cassibile pure un altro squadrone del SAS (le medesime forze speciali che stavano prendendo in quelle stesse ore d'assalto la penisola della Maddalena); Il 1º squadrone del 2º reggimento. Questi erano nativi del mw0wSudafrica mw1abritannico e in breve tempo erano riusciti a impadronirsi del ponte detto di Cassibile; punto di collegamento della SS 115cite-ref-13[13]cite-ref-14[14].
Sempre alle 3:00 sbarcarono tra la mw3gGeorge e la mw3wHow anche i primi mw4acarri armati mw4qM4 Sherman della corazzata 4th Infantry Brigade and Headquarters North East (soprannominati "The Black Rats"; "I Ratti Neri"), con il 3rd County of London Yeomanry. Lo squadrone B degli Sherman si unì al 2º battaglione Northamptonshire Regiment (17ª brigata) e marciò con essi verso Siracusa, mentre lo squadrone C di questi carri armati venne diretto verso mw4gFloridia. Il resto della brigata sbarcò l'11 lugliocite-ref-15[15].
Concluse la prima ondata degli sbarchi nella zona il 1º battaglione fanteria del Yorkshire Regiment (detto anche Green Howards), appartenente alla 15ª brigata, anch'essa facente parte della 5ª divisione, i cui uomini toccarono la sabbia della spiaggia mw6aHow alle ore 3:45.
La caduta dei capisaldi
A difendere l'immediata area sud di Siracusa, da Masseria Palma (dopo Punta Milocca) a Vendicari (mw7wRiserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari), nella quale era compresa tutta la zona litornea che va dall'Arenella a Cassibile, vi era il 430º battaglione del 146º Reggimento Fanteria Costiero (mw8q206ª Divisione costiera del generale mw8gAchille d'Havet). Il 430º battaglione copriva quattro capisaldi principali: il più a nord del suo settore era Santa Teresa Longarini (nell'entroterra di Ognina e non distante dall'mw8womonima stazione); scendendo si trovava Torre Cuba, seguita da Fontane Bianche e infine il fortino posto alla foce del fiume Cassibile; intorno a questi ruotavano una serie di postazioni difensive minori.
Questo fu il settore dove i soldati italiani che si opposero allo sbarco vennero decorati con delle medaglie al valore militare: costoro affrontarono una lotta oggettivamente impari: circa 10 battaglioni contro 1; tra l'altro sparpagliato su un vasto terreno e privo di adeguato armamentocite-ref-anforaquattro-16-0[16]. Nei pressi di masseria Cafici ci fu la prima uccisione di un civile siracusano per mano britannica: un contadino che aveva imprudentemente sparato con il suo fucile contro i commandocite-ref-anforaquattro-16-1[16].
Un caposaldo, dato dall'80ª batteria di masseria Scatà, nelle immediate vicinanze del bordo di Cassibile, venne conquistato da un plotone di aliantisti (finiti lì per errore di lancio): vi fu una lotta con gli italiani che la presidiavano e comportò per i difensori 6 morti, 6 feriti e 40 prigionieri (tra costoro diversi decorati)cite-ref-anforaquattro-16-2[16].
Anche Torre Cuba venne assalita dalle forze della 1ª AD, insieme ad altre forze della 17ª brigata: qui si trovavano circa 50 soldati italiani, i quali resistettero da soli per diverse ore e cedettero le armi solo quando vennero sopraffatti dai commando. La spiaggia di Fontane Bianche cadde in mano degli scozzesi, che faticarono per fiaccare la resistenza del presidio composto da 26 uomini, 13 dei quali vennero uccisicite-ref-anforaquattro-16-3[16]. Il fortino di Foce del Cassibile veniva piuttosto investito dalla forza dei commando e del SAS: qui caddero 7 italiani.
La presa della contrada Santa Teresa Longarini
Mentre i principali capisaldi iniziavano a cadere (e con essi diversi altri presidi: a Capo Ognina i caduti italiani furono 8, attaccati dai due battaglioni degli scozzesi della 17ª brigata), resistette per tutto il giorno del 10 luglio il presidio di Santa Teresa Longarini: assaltato da altri gruppi di aliantisti, esso venne tenacemente difeso.
Santa Teresa Longarini si arrese alle prime ore del mattino dell'11 luglio, quando i sopraggiunti carri armati non le lasciarono altra alternativa. Con la caduta dell'entroterra di Ognina, entrò in possesso degli Alleati anche un antico mwaq4maniero fortificato detto di San Michele, dove avevano la propria residenza dei nobili del luogo, la famiglia Grande, originari di Avola.
I Grande erano subentrati nella proprietà agli Arezzo della Targia (nobili aretusei). La residenza controllava una zona molto antica di Siracusacite-ref-17[N 1]cite-ref-manierosanmichele-18-0[17]cite-ref-19[18]. Una sera, il conte di quella villa-fortezza (circondata da fossati), Corrado Paolo Grande Benoit de Sainte Colombe (padre avolese e madre francese), aprì la porta a un gruppo di paracadutisti indiani - difatti la mwarwBritish Indian Army partecipò alla conquista della Sicilia a seguito del generale Montgomery - i quali, dopo avergli detto che sapevano chi egli fosse, gli requisirono il terreno (contrada San Michele si trova tra Strada Ognina e mwar0Via Elorina, a circa 3mwar4 km dalla costa; l'mwar8Arenella, compresa nella mwasaGeorge Beach degli inglesi, è la sua spiaggia più vicina), ma gli dissero che lui e sua moglie, la sopracitata contessa Aline, potevano rimanere nel manierocite-ref-manierosanmichele-18-1[17]. La residenza cominciò a divenire quindi il luogo d'incontro degli alti ufficiali anglo-americani.
Inoltre, nella piana di Torre Cuba (sita tra il porticciolo di Ognina e la spiaggia di Fontane Bianche, nelle immediate vicinanze della contrada San Michele) gli inglesi vi installarono una loro pista per l'aviazione: qui si insediarono, tra gli altri, i mwasycanadesi del No. 417 Squadron (No. 244 Wing).
La presa e occupazione del borgo di Cassibile
La caduta di Cassibile era legata alla caduta di Fontane Bianche, poiché le fortificazioni di quest'ultima, sorgendo essa parallelamente al borgo, coprivano dalla costa Cassibile. La battaglia per riuscire a entrare nel borgo fu per il nemico colma di proprie perdite (40 scozzesi caduti). In tale episodio gli italiani fecero incetta di decorazioni, per la resistenza mostrata (4 argenti ai caduti, 4 bronzi ai caduti e 2 argenti ai viventicite-ref-anforacinque-20-0[19]). Un veterano scozzese, sergente Stockman (6º Seaforth), che combatté per la presa di Cassibile, così descrisse la resistenza dei suoi avversari che impedivano a lui e ai suoi uomini l'entrata:
«A pensarci, fu per noi una sfortuna che il paesino di Cassibile e l'attiguo nodo stradale cadessero nel nostro settore di sbarco, visto che entrambi risultarono difesi tenacemente da una compagnia italiana di mitraglieri [...], obici e cannoni di grosso calibro, tutti puntati direttamente sulle spiagge. Questo ci causò inizialmente un alto numero di perdite, mentre eravamo frustrati per l'assenza della nostra artiglieria. Neppure la Marina poteva venirci in aiuto, temendo di colpire anche noi, oltre il nemico. Ci vollero tre maledette ore per prendere Cassibile e ridurre al silenzio quei cannoni, il che causò al 6º Seaforth 40 perdite, tra cui tre ufficiali uccisi.
»
Numerose le testimonianze sui primi concitati momenti dell'occupazione del borgo: i civili furono quelli che più patirono i disagi del trovarsi nel mezzo della zona dello sbarco. Quasi tutti i cassibilesi avevano abbandonato le proprie case la sera del 9 luglio, andandosi a riparare sulle alture che sorgevano alle loro spalle (si tratta, ad esempio, dei monti attigui dove sorge la preistorica mwatqnecropoli di Cassibile, ma anche delle alte pareti che fiancheggiano la via rettilinea per Flordia), trovando rifugio all'interno delle tante grotte carsiche dell'area. Del resto, gli stessi Alleati un giorno prima dello sbarco lanciarono sui cortili delle case della gente dei volantini che ammonivano: «mwatuSiamo dietro le vostre porte!», invitandoli ad andarsene da lìcite-ref-21[20].
Con l'ingresso dei soldati nelle case si verificarono anche tragici episodi ai danni dei civili: una donna ricorda di come suo padre venne ucciso dagli mwauminglesi nel tentativo di andare a riprendere insieme al cognato un paio di scarpette del suo bambino, rimasto con lei in una grotta, ma trovò la morte davanti l'uscio della propria abitazione, poiché i britannici lo credettero complice del cognato che si era chiuso in casa (il cognato aveva la divisa dell'aeronautica)cite-ref-katiaassenza-22-0[21]. Un altro cassibilese, di nome Felice, venne invece ucciso perché reo di aver posto la testa fuori l'uscio di casa propria, spinto dalla curiosità, mentre i soldati di Montgomery entravano in paese e nella sua camera era appena caduta una bomba; gli venne sparato sul lato destro del collocite-ref-katiaassenza-22-1[21].
La mwau0grotta di Spinagallo, di rilevante interesse paleontologico (al suo interno sono stati rinvenuti diversi esemplari di mwau4elefanti nani, specie anticamente estinta, esposti odiernamente al mwau8museo dell’Istituto di Geologia e Paleontologia dell’mwavaUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza"cite-ref-23[22]), che si apre sulla SP 12 (che collega in maniera diretta Cassibile a Floridia, da sud verso nord), normalmente giaciglio per gli ovini, divenne invece il rifugio di molti civili; gli inglesi la scoprirono. Una donna, che in quelle ore si era lì rifugiata, ricorda il primo incontro con i soldati:
«Verso le 10.00 abbiamo visto sulla strada per Floridia tutta la squadriglia dei soldati che andavano avanti, prima un gruppo, poi un altro gruppo, tanti gruppi c’erano. Io mi sono spaventata! La grotta era in alto e la strada dove erano loro era sotto. Loro avevano i cannocchiali, ci hanno visto e sono venuti là. Allora tutti quelli che eravamo dentro la grotta ci siamo messi fuori con le braccia alzate e ci hanno perquisito; mentre c’erano due ragazze americane che erano di Cassibile però erano vissute in America che sapevano parlare la lingua americana e li hanno calmati.[…]
»
Un altro cassibilese rammenta il fatto che tanti civili inizialmente vennero presi prigionieri (così come accadde alla penisola della Maddalena) e solo in seguito rilasciati:
«Verso le sei, ci hanno messo in fila come i militari e ci hanno portato verso Fontane Bianche. Tutti prigionieri, ci hanno fatto accampare in un mandorleto lì all’aria aperta e mentre gli apparecchi tedeschi che mitragliavano di sopra, per noi era la fine! Il mare era un’immensità di navi, carri e “palloni frenati,” così li chiamavano. Terribile ricordare quei giorni che sono stati i più difficili della vita oltre la fame e la disperazione che c’era! Verso mezzogiorno ci hanno riportato a Cassibile tutti incolonnati a cui si aggiungeva altra gente che non so da dove veniva. Poi vedendo che non c’era niente, ci hanno lasciati liberi e ognuno siamo ritornati nelle nostre case.
»
La villa dell'antico marchesato cassibilese, appartenente alla famiglia nobiliare dei Loffredo-Pulejo-Gutkowski, fu requisita dagli Alleati, i quali negli appartamenti del marchese vi installarono un ospedaletto da campo. La villa divenne meta dei soldati britannici, non solo per le vaste scorte di vino, di cui andavano alla ricerca gli accampamenti dei soldati, ma anche per la pregiata merce che vi si trovava all'interno: difatti alcuni giovani inglesi iniziarono a sottrarre vesti pregiate della marchesa per darle a delle ragazze locali rifugiate nelle grotte; era il loro modo per corteggiarlecite-ref-26[25]. Tuttavia l'approccio tra gli occupanti e i cassibilesi non fu sempre pacifico; le donne locali hanno conservato il ricordo delle molestie e delle violenze subite da una parte dell'esercito britannico: nelle loro testimonianze emerge come gli scozzesi e gli inglesi in genere si comportassero con la popolazione in maniera cordiale, quasi amichevole, mentre le truppe indiane risultano ai loro occhi quelle che si macchiarono degli atti più intollerabilicite-ref-cita-katia-assenza-p16-27-0[26].
Sede dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati
Il terzo millennio
Il lavoro agricolo attirò a Cassibile altre famiglie provenienti da Siracusa, Avola, mwaxyCanicattini Bagni e dal mwaxcmessinese, le quali vi si stabilirono facendo aumentare di molto il numero della popolazione. Cassibile è passata così dai 500 abitanti censiti nel mwaxg1950 ai quasi mwaxk5 800 abitanti censiti nel mwaxo2001cite-ref-storia-10-1[10].
L'incremento demografico è stata la leva che ha portato i cassibilesi a chiedere l'mwayaindipendenza amministrativa da Siracusa. È quindi nato un comitato che ha più volte chiesto l'attuazione di un mwayereferendum per fare decidere ai cassibilesi se staccarsi o meno dal comune aretuseo. Tale referendum è stato però sospeso dal mwayiTAR di mwaymCatania nel mwayq2012, su ricorso dello stesso Comune di Siracusacite-ref-28[27]. Recentemente, è stato formato il comitato "Movimento per l'autonomia di Cassibile-Fontane Bianche" che ha fatto arrivare all'Ars le istanze mwaykautonomiste e mwayoindipendentiste oltre che di forte malcontento verso il comune di Siracusa dei cittadini delle attuali frazioni le quali desiderano da tempo di costituire un proprio comune, costituzione che potrebbe essere decisa tramite un mwaysreferendumcite-ref-29[28]cite-ref-30[29].
Negli ultimi tempi Cassibile è stata all'attenzione della cronaca per le tensioni tra i residenti e gli mwazuextracomunitari, poiché a Cassibile e dintorni lavorano molti cittadini immigrati che vengono impiegati come braccianti agricoli nei campi ma senza essere adeguatamente tutelati dalla legge, così come Cassibile stessa chiedeva più rispetto per i suoi abitanti cercando di trovare una soluzione sociale che può essere attuata solo da una buona politica dei diritti umani e civilicite-ref-31[30].
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture
mwabsLa Chiesa del Marchese Loffredo di Cassibile
È la chiesa più antica di Cassibile, fatta costruire dal marchese Loffredo dal quale la struttura prende il nome. Dedicata alla mwab0Sacra Famiglia, venne inaugurata nel mwab41870; la facciata è costituita da un grande portone centrale e da due portoncini laterali. In alto vi sono due balconcini e due grandi campane. Sulla parte superiore del portone centrale c'è una targa con su scritto: "mwab8A Gesù, Maria e Giuseppe protettori dei cassibilesi". All'interno della chiesa si hanno diversi dipinti e tre altari; su quello maggiore vi è il dipinto della mwacaPietà di Angelo Trevisani, su quello di sinistra vi è il quadro mwaceSan Giacomo tratto dal Martirio di Pompeo Batoni e sull'altare di destra vi è il quadro mwaciConversione di S. Matteo di Paolo De Matteis e mwacmIl Sacro Cuore di Gesù.
Sul piccolo altare di sinistra si trova un crocifisso in legno di cipresso, scolpito nel mwacu1700 da un siracusano. All'interno della chiesa vi sono poi due angeli scolpiti in legno fatti fare a mwacyParigi nel mwacc1781, dove i marchesi Loffredo si trovavano per un invito dell'mwacgambasciata del mwackRegno di Sicilia.cite-ref-32[31]cite-ref-33[32]
mwadmLa Chiesa di San Giuseppe
La chiesa di mwaduSan Giuseppe, essendo l'antica chiesa del borgo rurale ormai sconsacrata, risulta essere l'unico luogo aperto al culto per i cassibilesi.
Dedicata a mwadcSan Giuseppe Lavoratore (il Patrono di Cassibile), sorge presso la piazzetta ubicata vicino alla mwadgvia Nazionale (arteria urbana-commerciale principale del paese); la chiesa venne costruita nel secondo dopoguerra, la sua facciata presenta uno stile moderno e sobrio, caratterizzata da una parete in laterizio lastricata con pietra bianca. Il portale è di forma rettangolare è sormontato da un timpano triangolare.
L'interno dispone di un'unica navata decorata con opere d'arte sacra mwadocontemporanea tra cui la statua raffigurante mwadsSan Giuseppe Lavoratore che reca in braccio mwadwGesù Bambino.
Dietro la chiesa vi è la mwad4Torre Campanaria e un piccolo giardino che funge da spazio verde urbano.
mwaeaIl Monumento ai Caduti
Il monumento che sorge di fronte alla chiesa di San Giuseppe, è stato scolpito dallo scultore siracusano Antonio Leone nel mwaei1993 e ha il compito di commemorare i caduti cassibilesi durante la mwaemseconda guerra mondiale e nel contempo di ricordare l'armistizio la cui firma avvenne appunto nel paese di Cassibile.
La sua struttura è in pietra bianca e ha tre pannelli; quello centrale presenta un bassorilievo raffigurante un'allegoria della libertà; quelli laterali sono invece due targe commemorative, di cui una raffigura l'originale targa in inglese posta dai mwaeusoldati angloamericani in Contrada San Michele.cite-ref-video-34-0[33]
mwaesPiazza Marchese Loffredo di Cassibile
È la piazza dedicata al marchese Silvestro Loffredo di Messina; ai giorni nostri la piazza è stata oggetto di critiche poiché trascurata e vi sono state diverse discussioni anche sulla conclusione non immediata e prolungata dei lavori di manutenzione che l'hanno interessata dall'anno mwae02011.cite-ref-35[34]
mwafmPiazza Don Antonino Saitta
È la piazza, chiamata fino al 2010 piazza della Parrocchia, su cui si affaccia la chiesa di San Giuseppe; interessata da lavori di ristrutturazione nel mwafu2007 che le hanno conferito una pavimentazione in basole di mwafypietra di Comiso con ricorsi di mwafcpietra lavica mwafgbocciardata.
In questa piazza è stato posto il mwafoMonumento ai Caduti di Cassibile che celebra anche mwafsla firma dell'armistizio del 1943; questo monumento dapprima posto al centro della piazza è poi stato posto su un'area di proprietà della parrocchia per evitare atti di vandalismo che già in precedenza avevano rovinato detto monumento. Va infine ricordato che non è questo il posto originale in cui avvenne la firma; infatti la targa originale si trovava in Contrada San Michele, ma come si è già detto in precedenza, tale targa originale venne fatta sparirecite-ref-video-34-1[33]cite-ref-36[35].
mwaguIl borgo rurale
Il borgo rurale di Cassibile costituisce la parte più antica della località. Ubicato nella sua parte meridionale, esso un tempo al suo interno aveva di tutto: oltre alle case dei mwagccontadini, vi era la chiesa, le mwaggstalle, i magazzini per gli attrezzi agricoli, i mwagkgranai, i mwagopalmenti per l'mwagsuva, le mwagwolive e il mwag0grano, e poi ancora varie opere fondiarie, mwag4locande e mwag8osterie, una caserma dei Carabinieri per salvaguardare la sicurezza degli abitanti e un presidio medico-ospedaliero per far sì che si potesse salvaguardare anche la salute di coloro che abitavano questo borgo rurale.
Venne elevata anche una torretta chiamata mwaheTorre del Marchese, la quale serviva per avvistare presunti pericoli per il borgo come per esempio le incursioni dei briganti, fenomeno che interessò tutto il mwahiSud Italia nella seconda metà del mwahmXIX secolo, nel tempo in cui scoppiarono le rivolte contro il neo-ufficializzato mwahqRegno d'Italia con sede mwahusabauda a mwahyTorino.
Oggi del vecchio borgo di Cassibile restano visibili la Chiesa, la Torre del Marchese, l'Arco d'ingresso al Borgo e degli edifici. Il resto del Borgo venne distrutto durante la seconda guerra mondiale o demolito per inagibilitàcite-ref-37[36].
«Rilanciare il Borgo Antico di Cassibile, unico esempio di architettura contadina esistente ed ancora agibile
»
«Stabilire per Legge la destinazione del sito ed attivare quanto necessario per far diventare il Borgo Antico di Cassibile patrimonio pubblico dove allocare Musei, botteghe, biblioteche, zone di ristoro, shop, contenitori musicali, sale conferenze ed espositive, sale multimediali e ricostruzione di antiche mestieri.
»
Si sostiene infatti che il borgo rurale di Cassibile sia l'esempio più consistente delle vestigia, ancora esistenti e visitabili, dell'antico mondo contadino e per questo motivo si vuole fare di esso un'attrattiva culturale-turistica che offra ai suoi visitatori la possibilità di vederlo come un mwajamuseo.
mwajiTorre Cuba
Torre Cuba era una torre, oggi non più integra, che venne usata dal luglio al novembre del 1943 dagli mwajqinglesi e poi dagli mwajustatunitensi come torre di controllo per l'mwajyaeroporto improvvisato che gli mwajcAlleati avevano fatto in zona, poi dismesso quando essi si trasferirono a mwajgMontecorvino Rovella, nella risalita della mwajkpenisola italiana.
Il sito dove sorgeva la torre è stato a lungo smarrito perché quella zona ampia di terra è oggi ricoperta da un agrumeto e la torre è stata abbattuta da un violento uragano che la colpì nel 1956, facendone rimanere in piedi solo la base e la struttura del casolare. Ma grazie a delle foto scattate prima e durante il periodo bellico, è stato possibile individuare la torre e il luogo in cui si trovava, che porta il nome di strada Torre Cuba appuntocite-ref-39[38]cite-ref-40[39]. Essa prende il nome dalla versione dialettale della parola cupola, in quanto esisteva un edificio con questa caratteristica sul quale venne eretta la torre; in mwakmlingua siciliana cupola divenne mwakqcubba fino a essere chiamata mwakucuba. La torre sorse su un'antica basilica tricora di mwakyepoca bizantina (oggi trasformata in villa) individuata da mwakcPaolo Orsi nel 1899. La sua costruzione risale al mwakgXVI secolo, mentre il complesso rurale che la circonda è del 1882cite-ref-41[40].
mwak4La Pietra della Pace
La Pietra della Pace, in siciliano chiamata, mwalaLa Petra dâ Paci, si riferisce all'antico cippo, o lapide, fatta fare dagli mwalestatunitensi nel momento in cui venne firmato l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, recante sopra la scritta che sanciva gli avvenimenti di quell'importante momento, e che venne donata ai cassibilesi come ricordo ma che sparì improvvisamente il 4 giugno 1955cite-ref-pdf-42-0[41]. La lapide originaria recava la scritta mwalyARMISTICE SIGNED HERE SEPT 1943 ITALY-ALLIES e sotto vi era l'incisione di una tenda (luogo in cui avvenne la firma) e una stella a cinque punte.
In base ai racconti dei testimoni, il soldato Johnny, cuoco di mwalgEisenhower, comandante in capo delle mwalkForze Alleate in mwaloEuropa, nel congedarsi lasciò una lettera ai proprietari della tenuta che li avevano ospitati, i Marchesi Grande, e scrisse loro:
«
Nell'esservi grati per l'ospitalità, vi lasciamo questa lapide che farà la fortuna della vostra famiglia perché sarà motivo di pellegrinaggio di tutti i nostri parenti che vorranno vedere in futuro il posto dove firmammo la pace con l'Italia
»
I cassibilesi chiamarono quella lapide “Pietra della Pace” perché per loro rappresentava la fine della guerra contro gli anglo-americani e lo strappo con la mwamiGermania nazista.
Ma in realtà quella lapide o mwamqpietra come la chiamano i cassibilesi, non fu motivo di pellegrinaggio e rimase dimenticata per molti anni, posta sotto un albero d'ulivo, lì nel luogo dove avvenne la firma, e ci rimase fino al 1955, anno in cui balza sulle cronache dei giornali perché si scopre la sua improvvisa scomparsa. I più si occupano della sua ricerca ma senza alcun risultato. Sul suo furto sono state fatte molte ipotesi, la più attendibile però sembrerebbe la confessione, avvenuta tramite lettera inviata a un giornale d'ispirazione fascista, mwamuIl Merlo Giallo, da parte di tale mwamyEnrico de Boccard, un giornalista, che nel rivendicare il furto della mwamcpietra dice:
«
Fui indotto ad asportare il cippo per motivi patriottici. Tale cippo infatti fu eretto dagli americani per eternare la loro impresa nel luogo in cui essi imposero all'Italia l'armistizio/capitolazione. Tale lapide pertanto, a mio parere, rappresentava una offesa all'onore nazionale. Trovandomi in Sicilia constatai la possibilità di rimuovere la lapide che avrebbe dovuto poi essere solennemente infranta a Palermo nel corso di una manifestazione patriottica onde significare il definitivo ritorno dell'Italia in un clima di dignità nazionale. La lapide sorgeva su una base di cemento che riuscii a frantumare. Seppi poi che là, per un incidente di trasporto, si era spaccata in due. Non avendo avuto luogo la manifestazione di Palermo espressi il desiderio che il cippo fosse deposto dinanzi al Milite Ignoto sull'Altare della Patria, ma non se ne fece nulla
.
»
Questo De Boccard fu comunque processato a mwam8Siracusa ma essendo un parente dei proprietari del luogo fu assolto e il reato cancellato poiché non vi fu denuncia alcuna. Dunque in base a questa versione, la lapide originale dell'Armistizio di Cassibile sarebbe andata distrutta.
I cassibilesi hanno costruirono una copia di quella lapide, incastonata all'interno del Monumento ai caduti posto presso la Chiesa di San Giuseppe.
mwaniIl Castello del Marchese di Cassibile
Il Castello del Marchese di Cassibile, sorge presso il mwanqCugno Mola, che è il rilievo mwanuIbleo più elevato di tutto il territorio comunale di Siracusa.
Qui, oltre ad avere una fiorente natura e necropoli sicule, vi è anche questo castello, fatto costruire nei primi anni dell'Ottocento per volere del marchese Silvestro Loffredo, in modo da poter osservare tutto il suo feudo. Si pensa che la sua edificazione avvenne sui resti di una fortezza medievale descritta anche dallo storico netino Tommaso Fazello. Oggi questo castello, raggiungibile dalla "Scala Disa", è diroccato e abbandonato, anche se appartiene tuttora alla famiglia Loffredo.
Aree archeologiche
Cassibile ha molte vestigia del passato, specialmente di epoca sicula o pre-sicula, non a caso infatti i suoi luoghi sono considerati di grande importanza per capire la mwaosstoria della Sicilia preistorica e preellenica, al punto tale che si parla di "mwaowEtà di Cassibile", perché si pensa che qui, in un momento di pausa tra l'egemonia di mwao0Pantalica Nord e mwao4Pantalica Sud, vi sia stata un grande fioritura della mwao8cultura di Cassibile, cioè un periodo, stabilito intorno al 1030 a.C., così come ci afferma mwapaTucidide, in cui gli abitanti del territorio cassibilese, i mwapeSiculi, s'imposero nella Sicilia orientale, divenendo protagonisti di quella fase che oggi ha portato molti studiosi a sostenere la tesi che la Necropoli di Cassibile, sia la più importante dopo quella di mwapiPantalicacite-ref-45[44]cite-ref-46[45].
Determinante fu la presenza del mwapwfiume Cassibile, un corso d'acqua che ancor oggi continua a scorrere all'interno del mwap0Canyon di Cava Grande, formando un paesaggio molto simile a quello di Pantalica con la sua mwap4Valle dell'Anapo, altro fiume siracusano millenario. Presso le sponde del fiume Cassibile, sono state ritrovate delle grotticelle chiamate mwap8ddieri, parola che proviene dall'arabo e che significa mwaqacasa.
Questi villaggi di mwaqiddieri, costruiti dai Siculi, erano scavati nella nuda roccia calcarea e sono ancor oggi molto difficili da raggiungere per via della loro notevole elevata posizione difensiva. Un esempio di queste abitazioni sul territorio è dato dal sito della mwaqmGrotta dei Briganti, luogo storico che rappresenta non poche difficoltà per essere raggiunto.
Grazie agli archeologi come mwaquPaolo Orsi e mwaqyLuigi Bernabò Brea, che si sono dedicati allo studio dell'mwaqcEtà di Cassibile, oggi molti reperti qui ritrovati si possono ammirare al mwaqgMuseo archeologico regionale Paolo Orsi di mwaqkSiracusacite-ref-47[46]cite-ref-48[47].
Da questi reperti ritrovati si è inoltre potuto constatare che la popolazione di Cassibile conosceva e intratteneva dei fiorenti rapporti commerciali con le popolazioni del mwarmMediterraneo (mwarqPalestina, mwaruCipro, mwaryCreta, mwarcpenisola iberica) e persino con le popolazioni della mwargcosta atlantica e dell'mwarkInghilterra meridionale.
mwarsLa Necropoli di Cassibile Questa necropoli sicula conta mwarw2 000 tombe, essa somiglia alla sua vicina sita sulla mwar0Valle dell'Anapo, Pantalica. È composta da tombe a grotticella artificiale, databili a un periodo che va dal mwar41000 all'800 a.C., epoca storica denominata dagli archeologi come "Seconda facies di Pantalica" o di "Cassibile", in quanto prende il nome proprio da questa necropoli. Nei suoi dintorni sono state rinvenute anche due chiese rupestri di mwasaepoca bizantina; testimonianza di come questo sito abbia avuto un tentativo di ripopolamento durante il periodo medievale.
Dai numerosi reperti ritrovati in questo sito, il quale predisponeva nel suo circondario un villaggio abitato, si è giunti alla conclusione che si trattava di una civiltà raffinata, influenzata probabilmente dai frequenti contatti con i mwasiFenici e i commerci marittimicite-ref-49[48]cite-ref-50[49].
mwaswLa Grotta dei Briganti La Grotta dei Briganti si trova all'interno dell'ampio sito di Cava Grande del Cassibile. Si chiama così perché in mwas0epoca risorgimentale, durante le lotte tra i ribelli denominati mwas4Briganti, i quali erano contro il nuovo governo dei mwas8Savoia e contro la guerra che questi ultimi li dichiararono, tale grotta divenne un loro rifugio. Per cui si può affermare che nel periodo di fine Ottocento (1861 circa) questo sito naturale venne nuovamente abitato da persone. Ma le abitazioni che lo compongono, ovvero quelle grotte artificiali scavate nella mwataroccia calcarea, sono ben più antiche dell'epoca risorgimentale, esse infatti vengono chiamate mwateddieri, dal termine arabo, piccole case rupestri scavate già in mwatiepoca sicula ma che vennero nuovamente abitate in epoca araba, quando infatti la grotta assunse la funzione di "conceria", il luogo dove si conciavano le pelli, motivo per il quale la grotta ha preso anche il nome dialettale di mwatmGrotta Cunziriacite-ref-51[50].
Aree naturali
mwauqRiserva Naturale Orientata Cava Grande del Cassibile
La riserva protetta di Cava Grande del Cassibile offre un'ampia diversità di ambienti sia naturali sia archeologici. È inoltre rinomata tra la gente per i suoi "laghetti" che, specialmente d'estate, vengono visitati e utilizzati come luogo balneare da una notevole quantità di pubblico.
mwaucLa Pineta del Gelsomineto La mwaugpineta appartiene alla spiaggia chiamata dai cassibilesi "mwaukla Marchesa di Cassibile". Si tratta di un'ampia vegetazione composta per lo più da mwauopini, palme e limoneti. Offre possibilità di sostarvi l'intera giornata, (potendo adibire l'area a mwauspicnic) ed è rinomata in tutto il siracusano richiamando, per tradizione, anche gente proveniente dal mwauwcatanese.
Società
Evoluzione demografica
Lo sviluppo demografico di Cassibile si è avuto soprattutto dal secondo dopoguerra a oggi. La popolazione cassibilese è passata dai circa 500 abitanti iniziali ai quasi mwava6 000 attuali.
Il nucleo abitato iniziale, come spiegato in precedenza, proveniva per la maggior parte dai paesi della ex mwaviprovincia di Siracusa, fatta eccezione per alcune famiglie provenienti dalla ex mwavmprovincia di Messina. Oggi giorno la comunità locale ha preso una propria identità definendosi e riconoscendosi con il nome di cassibilesi.
In epoca moderna hanno contribuito all'aumento demografico anche molte famiglie di extracomunitari, prevalentemente braccianti agricoli, che hanno preso residenza a Cassibilecite-ref-storia-10-2[10].
Lingue e dialetti
Il dialetto cassibilese è molto concorde con quello parlato nella zona sud-orientale della Sicilia, con eccezioni date da parole formatesi nel tempo in questa località; caratteristica comune in parecchi luoghi siciliani.
(siciliano)
«"...Passu e spassu ri lu Paiseddu, sira e matina e taliu stu rrogghiu. Su fatti li lancetti i virricheddu, i 'nnummira su scritti all'agghia e l'ogghiu. Vaiu e salutu a ma cumpari beddu, mi rati a biviri, ma nun ni vogghiu..."»
(italiano)
«Passo e ripasso dal piccolo Paese, di sera e di giorno e guardo questo orologio. Le lancette sono fatte di tamaro, i numeri sono scritti all'aglio e all'olio. Vado e saluto il mio bel compare, mi date da bere, ma non ne voglio...»
(Santo Raffacite-ref-52[51])
Questa frase, in lingua siciliana, è riferita al paese di Cassibile e denota come il dialetto locale faccia parte della società, esso infatti viene ancor oggi parlato e quindi tramandato tra le generazioni di cassibilesi.
Cultura
Scuole
A Cassibile si trova il II Istituto Comprensivo Statale G. Falcone - P. Borsellino.
Musei
Ogni anno, nel periodo che va dal 3 agosto al 3 settembre, viene allestito un museo intitolato "mwawkCassibile Memorie, Immagini e Gocce D'Arte".
Vengono esposti e resi visitabili i reperti e le testimonianze belliche che la località ha vissuto: documenti inediti, prime pagine di giornali dell'epoca, riproduzioni in cartapesta del momento della firma dell'armistizio, video, gadget, libri, mostra fotografica.
Di recente è stata espressa la volontà di far diventare il museo stagionale di Cassibile, permanente, ovvero aperto e usufruibile tutto l'annocite-ref-53[52].
Cucina
La cucina cassibilese è molto simile alla mwaxgcucina siracusana e riprende molto la tradizione della mwaxkcucina siciliana, per cui vi si trova parecchio mwaxopesce e pasta cucinata con verdure. Nella rosticceria, non mancano i classici mwaxsarancini e le mwaxwscacciate siciliane.
Tra le sue particolarità vi sono molte pietanze cucinate con la mwax4fragola locale: torte, marmellate, pasticcini, e persino il risotto e la salsiccia (quest'ultima vera e propria specialità cassibilese).
Da segnalare altrettante pietanze tipiche del luogo come "'u pastizzu" (una focaccia locale), la "pizza rustica" (una pizza farcita con mwayaricotta, salumi e mwayecaciocavallo), e dolci come la cassata al forno e la cassata gelata (due varianti della classica mwayicassata siciliana)cite-ref-54[53]cite-ref-55[54].
Musica
Il principale movimento musicale locale è dato dalla "mway0Banda Musicale di Cassibile". Questa banda viene messa insieme nel 2000, quando un gruppo di cassibilesi espressero la volontà di avere gente che facesse della musica, sostenendo che: mway4«Un paese come Cassibile senza Banda Musicale è come un corpo senza anima». Così riuscirono a trovare ben 40 elementi per la loro nuova banda musicale e la formarono con atto costituzionale, denominandola "mway8ASSOCIAZIONE MUSICALE DON ANTONIO SAITTA", così chiamata in onore del parroco del paese Antonio Saitta.
La Banda Musicale di Cassibile suona in tutte le ricorrenze importanti che si tengono sul luogo e qualche volta è richiamata anche dai paesi vicini per contribuire con le sue esibizioni musicalicite-ref-56[55].
Economia
L'mwazceconomia della cittadina è basata principalmente sull'mwazgagricoltura, con la produzione di mwazkortaggi e primaticci (mwazopatata novella di Cassibile, fragole, mwazsfagiolini, ecc.). Altri settori di rilievo sono legati alle attività turistico-ricettive, grazie soprattutto alla vicinanza con la zona balneare di Fontane Bianche.
Infrastrutture e trasporti
Fino al 15 dicembre 2002, Cassibile è stata servita dalla mwaz4locale stazione ferroviaria. Dall'estate 2008 è nuovamente raggiungibile in ferrovia grazie all'apertura della più vicina mwaz8stazione di Fontane Bianche.
Sport
Cassibile è rappresentata nel mwa0icalcio dallmwa0m'ASD Cassibile-Fontane Bianche che milita in mwa0qTerza categoria, e nel mwa0ucalcio a 5 dallmwa0y'Atletico Cassibile. Un'altra società calcistica è stata il Real Cassibile (calcio a 11). L'impianto polisportivo "Ivan Tuccitto" è l'unico della frazione. Esso è dotato di un campo di calcio in mwa0cerba sintetica, con una piccola tribuna in cemento di 400 posti, e di una mwa0gtensostruttura coperta. A poca distanza, e poco fuori il centro abitato, c'è l'mwa0kIppodromo del Mediterraneo.
Note
Note esplicative
cite-note-17N 1. ↑ Quello si narra fosse il luogo che un tempo era chiamato Gerate, notizia appresa da mwa1mPlutarco, nel quale mwa1qDionisio il Giovane avrebbe trovato riparo ai tempi delle guerre di Syrakoussai. Il maniero, infeudato per la prima volta dai mwa1uNormanni e poi passato a diverse casate nobiliari, giunse nell'800 ai Grande. Il nome del feudo deriverebbe invece dalla devozione di imprecisati antichi proprietari per l'mwa1yArcangelo Michele: a testimoniarlo un'antica statua raffigurante il santo e una sua tela posta sull'altare della chiesa del maniero.
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Collegamenti esterni
• mwbu4cassibile.it.
• mwbvacassibilenelmondo.it.
• mwbvicassibileonline.it. URL consultato il 31 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2019).
• mwbvqLa zona balneare di Fontane Bianche, su fontanebianche.it.